Cascun e turtèl nella valle del Babau

 

 

Cascùn e Turtèl

nella valle del Babau

 

Testo per il teatro dei burattini

 

di

Franco Zaffanella

 

 

Gabbiana 2014

 

 

Personaggi

 

Cascùn

Turtèl

Sansalina

Indovinella

Babau

 

 

 

Prima parte

Musica

In una valle vicino alla città di Mantova si nascondeva una brutta e temibile bestia: il Babau. Si diceva che fosse tutto nero, con una testa grossa grossa, per questo faceva molta paura a tutti, specialmente ai bambini. Nella valle dove nessuno voleva mai passarci, c’erano tantissimo alberi, grossi cespugli, e radici che invece di rimanere sottoterra uscivano fuori, formando tanti grovigli pericolosi. “La valle del Babau”, così veniva chiamata, esisteva da molto tempo, era antichissima, proprio come il Babau, che si raccontava avesse mille anni. Da più giorni due coraggiosi amici: Cascùn e Turtèl, si trovano per andare nella valle alla ricerca del Babau. Un’impresa difficile e pericolosa, ma che nonostante la paura i due amici provano a fare. Turtèl e Cascun riusciranno a prendere la brutta bestia del Babau?

Scena 1

(La scena è vuota si sente parlare Cascùn)

CASCUN – Ma dov’è? Sempre così, sempre in ritardo! (entra in scena) Io aspetto e lui si fa i suoi comodi, ah ma comincio a stancarmi eh. Gli ho detto: “Ci troviamo alle nove a Mantova in Piazza Erbe.” Adesso sono le nove e un quarto e non si è ancora fatto vedere. L’avete visto voi? (rivolto al pubblico)  Eh già, chissà dov’è andato a finire. Che pazienza che ci vuole . . . (Interrotto da Turtèl che sta arrivando)

TURTEL – Cascun! Cascun!

CASCUN – Chi mi chiama?

TURTEL – (entrando in scena trafelato) Sono io, sono Turtèl.

CASCUN – Turtèl! Finalmente! Ma dove sei stato fino adesso?

TURTEL – Mi sono fermato a parlare con Sansalina.

CASCUN – Ah bravo, tu fai il bellimbusto con Sansalina e io qua ad aspettare come un asino.

TURTEL – Ma no che non sei un asino, non hai le orecchie lunghe.

CASCUN – Fai anche lo spiritoso, guarda Turtèl che se continui così la nostra amicizia va a farsi benedire.

TURTEL – Allora bisogna chiamare il prete.

CASCUN – Cosa centra il prete adesso?

TURTEL – Eh centra, se la nostra amicizia deve andare a farsi benedire, ci vuole il prete per la benedizione.

CASCUN – Ah ma sei proprio tonto! È un modo di dire, che se continua così la nostra amicizia finisce. Adesso ho capito perché ti chiamano Turtèl.

TURTEL – No, caro mio, c’è una storia dietro, eh che storia.

CASCUN – Oh chissà che storia, sarai mica nato sotto una zucca.

TURTEL – No, adesso te lo racconto: Mio padre, che era maresciallo dei carabinieri, un giorno andò a Torino.

CASCUN – A piedi?

TURTEL – Ma cosa centra, non lo so, sarà andato in treno, in macchina, non ha importanza. Sua madre gli preparò un bèl pentolino pieno di tortelli di zucca da portarsi dietro e da mangiare a pranzo.

CASCUN – Erano col burro, con il ragù di salsiccia o con il pomodoro?

TURTEL – Si oppure con i funghi, ma dai smettila e ascolta quello che ti dico. A Torino però, quando fu il momento di mangiarli aveva bisogno di riscaldarli, allora si fermò in una osteria e qui glieli scaldarono. Solo che questi non avevano mai visto i tortelli di zucca e vollero assaggiarli.

CASCUN – E tuo padre restò senza.

TURTEL – Ma no, assaggiarli, non vuol dire che glieli mangiarono tutti. Quando questi li assaggiarono, rimasero meravigliati dal sapore e vollero la ricetta per farli anche loro. Insomma si innamorarono dei tortelli di zucca mantovani, e a Torino da quel momento mio padre diventò il maresciallo dei tortelli

CASCUN – Cosa centra questa cosa con il tuo nome?

TURTEL – Centra, perché quelli dell’osteria avevano una figlia, che si innamorò di mio padre, poi si sposarono e quando nacqui io, mi misero nome Turtèl, perché grazie ai tortelli di zucca che mio padre e mia madre si erano conosciuti.

CASCUN – Ah, adesso ho capito, però hai parlato di tortelli e adesso mi è venuta fame.

TURTEL – Fame? Lo sai che dobbiamo andare nella valle.

CASCUN – Stamattina potremmo anche non andarci.

TURTEL – Prima ti lamenti perché sono arrivato in ritardo, adesso non vuoi più andar via, e poi dove vorresti andare?

CASCUN – Hmm . . . potremmo andare a casa tua, tua madre fa i tortelli, e noi li mangiamo.

TURTEL – Magari, tu non sai che io mangerei tortelli tutti i giorni, però guarda che casa mia non è mica un ristorante.

CASCUN – Oh che amico che sei.

TURTEL – Certo che sono tuo amico, perché così non mangiando, non ingrassiamo e stiamo meglio, adesso poi dobbiamo anche fare almeno cinque chilometri di strada, anche se però ormai abbiamo fatto passare tutti gli angoli della valle, e non abbiamo trovato il Babau.

CASCUN – Te l’ho già detto, il Babau è furbo, si nasconde bene, dietro gli alberi, in mezzo ai cespugli, dentro il fosso, però vedrai che prima o poi lo troviamo, e guarda cosa ho preparato per lui (prende un grosso bastone). Questo sai cos’è?

TURTEL – Un bastone.

CASCUN – No questo è il TABACCO DEL MORO!

TURTEL – Perché ti sei messo a fumare?

CASCUN – Ma cosa dici? Io non fumo, il TABACCO DEL MORO è un modo di dire. E’ per dire che gli darò tante di quelle bastonate che così smetterà di far paura ai bambini.

TURTEL – Intanto che tu lo bastoni io cosa faccio?

CASCUN – Anche tu ti devi prendere su un bel TABACCO DEL MORO.

TURTEL – Anch’io? Guarda che io non son mica tanto bravo a dare delle bastonate, preferisco mangiare i tortelli, li si che sono bravo.

CASCUN – Sai però che adesso mi hai fatto venire in mente una cosa, stavo pensando che i tortelli potrebbero aiutarci ad prendere il Babau, cosa dici?

TURTEL – E come?

CASCUN – Li portiamo nella valle e li usiamo come esca per attirare il Babau.

TURTEL – Si ma bisogna vedere se al Babau piacciono i tortelli di zucca, però se sono quelli che fa mia mamma, sicuramente non saprà resistere, li mettiamo giù da qualche parte nella valle, poi vediamo.

CASCUN – Mi sa che questa potrebbe essere una buona idea, e far uscire il Babau. Così poi lo sistemiamo per le feste.

TURTEL – Allora gli comprerai un vestito nuovo, così se lo mette per le feste.

CASCUN – Ah ma sei proprio un tortello, sistemare per le feste è un modo di dire, significa che gli diamo delle belle bastonate.

TURTEL – Si gli diamo il tabacchino.

CASCUN – Ma dai, quale tabacchino, ho detto IL TABACCO DEL MORO. Però adesso devi andare a casa a prendere i tortelli dalla tua mamma.

TURTEL – Va bene, mia mamma ne ha sempre di pronti. Faccio una volata e torno, aspettami qui.

CASCUN – Fai alla svelta e non farmi aspettare.

TURTEL – Va bene, ciao. (Turtèl esce di scena)

CASCUN – Forse finalmente abbiamo trovato il modo di prendere il Babau, come potrà resistere ad un piatto così buono. Speriamo che Turtèl si sbrighi, perché la mattina passa alla svelta.

Scena 2

Cascun Sansalina

SANSALINA – (entrando in scena) Zin zin zin, zin zin zin, zin zin zin zin zinz zin.

CASCUN – Oh guarda chi c’è, Sansalina.

SANSALINA – Ciao Cascun, hai visto per caso Turtèl?

CASCUN – L’ho visto, ma adesso è andato a casa.

SANSALINA – A casa? Cosa deve fare? Forse non sta bene? Che gli faccia male il pancino? O è andato a dar da mangiare al gattino? Oppure deve fare un pisolino? . . .

CASCUN – Eh, ma quante domande fai? Io lo so, ma non te lo posso dire.

SANSALINA – Oh dai, dimmelo, cosa c’è da nascondere, non sarà mica un segreto, non sarà mica volato via, non sarà mica andato sulla luna, insomma dimmi dov’è andato.

CASCUN – No, non te lo dico, è una cosa nostra, te cosa vuoi sapere.

SANSALINA – Quante storie, guarda se me lo dici ti do un bacino.

CASCUN – Un bacino? A me?

SANSALINA – Certo. Un bel bacino sul guancino.

CASCUN – Ah ma allora te lo dico subito: è andato a prendere dei tortelli di zucca da sua mamma.

SANSALINA – Perché mangiate i tortelli?

CASCUN – No li usiamo per prendere il Babau.

SANSALINA – Il Babau? Vi piacerebbe, ma quello non la mai preso nessuno, nemmeno i carabinieri, nemmeno i poliziotti, nemmeno i soldati, nemmeno i marinai, nemmeno . . .

CASCUN – E fermati! Quello lo vedremo, e adesso visto che ti ho detto dov’è andato Turtèl  mi devi dare un bacino.

SANSALINA – Un bacino?

CASCUN – Si, un bacino qui sul guancino. (Sporgendosi verso Sansalina)

SANSALINA – (Rivolgendosi al pubblico) Mamma mia, ma come faccio a dare un bacino a uno così? Non riesco.

CASCUN – Allora?

SANSALINA – Ah senti, ho pensato che ti darò due bacini.

CASCUN – Due bacini?! Uauuu!

SANSALINA – Si, però devi rispondere ad una domanda.

CASCUN – Certo fammi pure la domanda?

SANSALINA – Allora dimmi: E’ più dolce lo zucchero o va più forte il treno?

CASCUN – Ah ma è facile, è più dolce lo zucchero . . . o va più forte il treno . . . ?  Dunque . . . il treno . . . ? Si, per me va più forte il treno.

SANSALINA – Eh no, è più dolce lo zucchero.

CASCUN – Come? Ma chi l’ha detto?

SANSALINA – Io l’ho detto, se io ti ho fatto la domanda, io so la risposta.

CASCUN – Quindi?

SANSALINA – Quindi niente bacino.

CASCUN – Nooo.

SANSALINA – Siii.

CASCUN – Nooo.

SANSALINA – Siiii. (entra in scena Indovinella).

Scena 3

Cascun Sansalina Indovinella

INDOVINELLA – Buongiorno. (i due la salutano)

CASCUN – Brava Indovinella che sei qua, adesso chiediamo anche a lei, visto che lei sa e indovina tutto.

SANSALINA – Oh chissà.

INDOVINELLA – Che cosa volete sapere?

CASCUN – Tu sai se è più dolce lo zucchero o va più forte il treno?

INDOVINELLA – Se è più dolce lo zucchero o va più forte il treno? Però che bella domanda, mi sa che qui c’è da fare un po di conti; dunque uno + uno fa . . . hmm ce l’ho sulla punta della lingua, uno + uno . . .  ahh ecco due, grazie, due + due fa . . . si fa tre, giusto? Come? Ah è vero scusate fa quattro. Quindi se uno + uno fa due, e due + due fa quattro, di sicuro il treno è più veloce, ma lo zucchero è più dolce.

CASCUN – E allora?

INDOVINELLA – Allora sono pari.

SANSALINA – Pari? Cosa vuol dire scusa?

INDOVINELLA – Vuol dire che pareggiano.

CASCUN – Hai visto che hai sbagliato Sansalina.

SANSALINA – Pareggiano? Non è mica una partita di calcio, ma che risposta è?

INDOVINELLA – Perché la domanda, che domanda è?

SANSALINA – Che ne sai tu, ma fammi il piacere.

CASCUN – Guarda che lei è Indovinella.

INDOVINELLA – Appunto, mica mi chiamo così per niente, sarà meglio che vada piuttosto che sentire certe cose. (si appresta ad uscire di scena)

SANSALINA – No no, adesso mi ascolti, hai capito? (seguendola)

INDOVINELLA – Ma neanche per sogno. (uscendo seguita da Sansalina)

SANSALINA – No ascoltami, lo zucchero è più dolce, altro che pareggio.

CASCUN – Eh le donne quando si mettono a discutere non capiscono più niente, non vedono neanche dove mettono i piedi . . .  (mentre cammina in scena cade) Ohh, aii, oh che brutta botta che ho preso, son caduto. D’altronde sono abituato, mi chiamo Cascun mica per niente, ai che male il ginocchio. (si sente Turtèl che lo chiama)

Scena 4

Turtèl Cascun

TURTEL – Cascun ci sei?

CASCUN – Sono qui.

TURTEL – (entrando in scena con un pentolino) Cosa fai li per terra?

CASCUN – Sono cascato.

TURTEL – Che novità, caschi sempre, dai su alzati. (gli da una mano ad alzarsi)

CASCUN – Piano, piano.

TURTEL – Sei a posto?

CASCUN – Si, si.

TURTEL – Ecco, guarda Cascun mia madre mi ha dato i tortelli (mostrando il pentolino)

CASCUN – Bravo così adesso possiamo andare nella valle.

TURTEL – Certo che però mi dispiace rovinare questi tortelli, volevo mangiarli io.

CASCUN – Ma dai tanto tua mamma te ne fa degli altri. Mettiamo il pentolino in qualche posto e appena arriva il Babau, giù botte, così poi non spaventerà più nessuno.

TURTEL . Va bene, andiamo nella valle allora.

CASCUN – Andiamo, andiamo.

 

Musica

 

FINE PRIMA PARTE

 

* * *

 

 

 

 

 

 

 

SECONDA PARTE

 

Musica

Cascun e Turtèl dopo un breve viaggio fuori dalla città arrivano nella valle del Babau, una valle buia con grandi alberi, enormi cespugli e radici che uscivano dal terreno, alte fino a due metri. Tutti evitavano di passarci per la paura, perchè il Babau era li pronto a spaventare chiunque. Ma Turtèl e Cascùn sono deciso più che mai a prenderlo.

 

Scena 1

Cascun Turtèl

CASCUN – Ecco siamo arrivati.

TURTEL – Si ma io ho paura, guarda tremo.

CASCUN – Ma dai non aver paura, non è la prima volta che veniamo qua, fa conto che siamo solo io e te. (si sente un ululato)

TURTEL – Cascun hai sentito?!

CASCUN – Si, ma sarà stato il vento. (si sente un ululato ancora più forte, ed entrambi si abbracciano impauriti)

TURTEL – Aiuto!

CASCUN – Comincio ad aver paura anch’io.

TURTEL – Brrr . . . che tremarella.

CASCUN – Dai però dobbiamo cercare di non aver paura.

TURTEL – Allora facciamo presto a mettere giù i tortelli.

CASCUN – Va bene dai, il pentolino mettilo li e poi andiamo a nasconderci dietro quegli alberi.

TURTEL – Sicuro, (lo posa a terra) dai andiamo subito via.

CASCUN – Si, si, andiamo, vedrai che quando sentirà il profumo dei tortelli verrà subito qui.

TURTEL – Speriamo, e poi gli daremo delle belle botte.  

CASCUN – Si vè, gli daremo IL TABACCO DEL MORO. (mentre si apprestano ad andare a nascondersi arrivano Sansalina e Indovinella che stanno ancora discutendo sulla domanda di prima)

Scena 2

Cascun Turtèl Sansalina Indovinella

INDOVINELLA – Insomma lo vuoi capire che è così.

SANSALINA – No cara, è più dolce lo zucchero.

TURTEL – Ma voi due cosa fate qui?

INDOVINELLA – Perché non si può.

CASCUN – Forse non sapete che siete entrate nella la valle del Babau.

INDOVINELLA – SANSALINA – La valle del Babau!?

SANSALINA – Che paura!

INDOVINELLA – Non ce ne siamo mica accorte!

CASCUN – Ah, ci credo, eravamo talmente prese dal vostro discutere che non vi siete neanche accorte che strada stavate facendo.

INDOVINELLA – Colpa di Sansalina che vuol parlare, ma non sa le cose.

SANSALINA – Certo tu sei Indovinella e sai tutto.

CASCUN – Adesso smettetela, perché noi siamo venuti nella valle per prendere il Babau.

TURTEL – Gli lasciamo dei tortelli di zucca qui e poi appena arriva, giù botte.

INDOVINELLA – Ma poi siamo sicuro che il Babau esiste? (in quel momento si sente l’ululato e tutti si spaventano correndo via)

CASCUN – Esiste si!

TURTEL – Dai andiamo a nasconderci.

SANSALINA – Mamma mia che paura.

INDOVINELLA – Andiamo prima che arrivi.

CASCUN – Andiamo di la.

TURTEL – No di qua. (nella confusione tutti escono di scena)

 

Musica

 

(Poco dopo si sentono ululati che si avvicinano sempre di più)

 

Scena 3

Babau Turtèl Cascùn

BABAU – Uhhh . . . Sento un buon profumino, che sarà? (entrando in scena avvicinandosi al pentolino) Guarda qua, qualcuno ha lasciato questi buoni tortelli di zucca, adesso mi faccio una bella mangiata . . . (risata grossolana) panciona mia adesso ti riempirai di questi buoni tortelli, ad essere sinceri preferisco i bambini, ma anche i tortelli sono buoni, mmmm, senti che profumino. (Prende il pentolino e mentre si appresta a mangiarli improvvisamente dal bosco escono Turtèl e Cascun con due bastoni e iniziano a picchiarlo, gridando e dicendogli brutte parole. Il Babau che piange dal dolore, piano piano sotto i colpi dei due amici si abbassa sul terreno fino a scomparire)

CASCUN – Ma dove è finito?

TURTEL – Sarà scappato, mi sa CHE IL TABACCO DEL MORO non ha funzionato.

CASCUN – Ma no, come ha fatto a scappare che gli stavamo dando delle bastonate.

TURTEL – E’ vero, era proprio qui davanti a noi. (entrano in scena Sansalina e Indovinella)

Scena 4

Cascun Turtèl Sansalina Indovinella

SANSALINA – Allora l’avete preso?

TURTEL – Certo che l’abbiamo preso, gli abbiamo dato tante di quelle bastonate.

CASCUN – Però poi è sparito.

INDOVINELLA – Come sparito?

CASCUN – Si è sparito davanti ai nostri occhi.

TURTEL – Però di botte ne ha prese.

SANSALINA – Allora dov’è finito?

INDOVINELLA – Se l’avete sistemato bene dovrebbe essere ancora qui.

CASCUN – E trovalo allora.

TURTEL – L’importante è che adesso non farà più paura a nessuno.

INDOVINELLA – Forse il Babau è scomparso perché in realtà non esiste.

CASCUN – Eccome se esiste! Noi l’abbiamo visto era brutto e tutto nero.

INDOVINELLA – Si l’ho visto anch’io prima, ma non l’abbiamo visto veramente, perché è la paura che esiste solo nella nostra testolina

SANSALINA – Vuoi dire che la paura ce l’inventiamo noi?

INDOVINELLA – In parte si, siamo noi a creare i mostri, ma in realtà non esistono.

TURTEL – Allora a chi abbiamo dato le bastonate noi?

INDOVINELLA – Le avete date alle vostre paure.

CASCUN – Oh, ma come sei complicata.

TURTEL – Però forse ha ragione, il Babau è solo una cosa di fantasia.

SANSALINA – Allora desso non dobbiamo più avere paura.

CASCUN – Finalmente abbiamo sconfitto il Babau.

TURTEL – E cosa importante, ci sono rimasti i tortelli.

CASCUN – Allora li mangiamo noi.

INDOVINELLA – Giusto, facciamo festa con i tortelli di zucca.

SANSALINA – Si mangia!

TURTEL – Andiamo da mia mamma a farli riscaldare prima. (si apprestano ad andare via)

CASCUN – A farli riscaldare?

SANSALINA – A me non piacciono riscaldati.

TURTEL – (uscendo) Vorrai scherzare, riscaldati sono il piatto più buono del mondo.

 

Musica

 

 

FINE

 

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